Analisi Tecnica
Tracker Made in Italy: ora conviene anche sul prezzo
📅 Agosto 2026
⏱ Lettura: 6 minuti

Team Strategia PVclick
Analisi operativa e commerciale per il settore FV italiano
Cosa trovi in questo articolo
- Cosa cambia dal 1° luglio 2026 con la nuova salvaguardia UE sull'acciaio
- Come il CBAM carica costi e burocrazia su ogni struttura importata
- Perché la regola "melt and pour" chiude la scappatoia della triangolazione
- La mossa concreta per proteggere il margine sui tuoi progetti a terra
Il prezzo di listino ha smesso di dirti la verità
Per anni la scelta della struttura per un impianto a terra è stata quasi automatica: si chiedevano tre offerte, vinceva il tracker asiatico con il listino più basso, e la differenza rispetto al produttore europeo copriva abbondantemente trasporto e sdoganamento. Nel 2026 due misure europee hanno cambiato i pesi sulla bilancia, ed entrambe colpiscono esattamente la materia prima di cui è fatto un tracker: l’acciaio.
La prima è la nuova salvaguardia UE sull’acciaio, in vigore dal 1° luglio 2026: le quote di importazione esenti da dazio scendono a 18,3 milioni di tonnellate l’anno, il 47% in meno rispetto al 2024, e sui volumi oltre soglia il dazio raddoppia dal 25% al 50%. La seconda è la fase definitiva del CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism, il meccanismo europeo che fa pagare alle importazioni il carbonio incorporato), operativa dal 1° gennaio 2026 proprio su acciaio, ferro e strutture metalliche.
Dove si nasconde il sovrapprezzo
1. Il dazio oltre quota: dal 25% al 50%
Le quote esenti si esauriscono per famiglie di prodotto e per trimestre: quando il contingente è pieno, ogni tonnellata successiva paga il 50%. Per chi ordina strutture con mesi di anticipo pesa soprattutto l’incertezza: al momento dell’ordine non sai se la tua fornitura sdoganerà dentro o fuori quota. Su una fornitura multi-MW, la differenza tra i due scenari vale più di qualsiasi sconto negoziato con il produttore.
2. Il CBAM: certificati, rendicontazione e consulenti
3. "Melt and pour": la triangolazione non funziona più
La via d’uscita classica, far transitare o rilavorare l’acciaio in un Paese terzo per cambiargli origine, è stata chiusa: dal 1° ottobre 2026 vale la regola del “melt and pour”, per cui ai fini del dazio conta il Paese dove l’acciaio è stato fuso e colato, non dove è stato piegato o assemblato. Un tracker “vietnamita” con acciaio fuso in Cina resta, per la dogana europea, acciaio cinese.
4. Il rischio che non metti mai a budget
Oltre ai costi certi ci sono quelli eventuali: fermi in dogana per documentazione CBAM incompleta, contestazioni sull’origine, slittamenti di consegna che si mangiano le penali del tuo contratto EPC (Engineering, Procurement and Construction, il contratto chiavi in mano). Se il cronoprogramma del cantiere dipende da una nave e da tre passaggi doganali, il prezzo basso del listino te lo stai ripagando in rischio.
📊 Il quadro in una frase:

L'alternativa italiana: TATM3
PVclick ha portato a catalogo TATM3, inseguitore monoassiale orizzontale progettato e prodotto interamente in Italia da un’azienda metalmeccanica attiva da 64 anni, con 240 MW di impianti a terra realizzati. Nessun container, nessuna quota da monitorare, nessuna pratica CBAM: l’acciaio è fuso e lavorato in Europa e il prezzo che firmi è il prezzo che paghi.
Sul piano tecnico parliamo di un tracker 1P con rotazione ±55°, backtracking a distribuzione uniforme, sensori vento e neve con posizioni di sicurezza automatiche, testato in galleria del vento su pannello in scala reale e secondo CEI EN 62817 con vento estremo a 40 m/s. Il montaggio in campo richiede fino al 40% di ore in meno rispetto ad altri sistemi monoassiali, secondo i dati del produttore, e l’assistenza diretta interviene entro 24 ore, sulla meccanica come sull’elettronica. Trovi specifiche complete e tabelle tecniche nella pagina dedicata al tracker TATM3.
La logica è la stessa che applichi quando importi moduli direttamente dalla fabbrica: accorciare la filiera e togliere intermediari. Sui moduli la filiera corta passa dalla Cina, perché lì dazi e CBAM oggi non colpiscono i pannelli; sulle strutture in acciaio, nel 2026, la filiera più corta ed economica è quella che parte da uno stabilimento italiano. Una strategia d’acquisto seria tiene insieme le due cose: moduli Tier 1 bancabili importati al miglior prezzo e strutture europee senza incognite doganali, magari dentro un’unica fornitura all’ingrosso coordinata dal team italiano.
Le tre mosse da fare adesso
- Ricalcola le offerte che hai sul tavolo: chiedi a ogni fornitore extra-UE il prezzo finale sdoganato con dazio, CBAM e compliance inclusi, e la clausola su chi paga se la fornitura esce quota
- Verifica l’origine “melt and pour” dell’acciaio di ogni tracker in gara: dal 1° ottobre 2026 è quella che determina il dazio, non il Paese di assemblaggio
- Metti in gara almeno un tracker europeo: sul prezzo sdoganato e sui tempi certi di consegna il risultato del confronto, nel 2026, non è più scontato
Chi compra strutture guardando solo il listino sta usando il manuale di prezzi di un mercato che non esiste più. Chi confronta i prezzi sdoganati sceglie con i numeri veri, e oggi quei numeri parlano sempre più spesso italiano.
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